Post archiviati sotto 'Interviù'
Interviù n.4

Una delle maggiori soddisfazioni del mio lavoro è ritrovarmi a intervistare artisti che magari da ragazzetto hanno segnato la mia crescita musicale. Certo, è una cosa che comporta i suoi rischi, perché magari ti rendi conto che quel determinato cantante o chitarrista che ammiravi tanto, per quanto talentuoso, è un enormissimo buciodiculo. Ma d’altro canto puoi anche scoprire che si tratta di una persona simpatica e alla mano, e allora è una piacevole scoperta. Queste ultime settimane mi è capitato di avere a che fare con due band che, per la mia esperienza personale, considero fondamentali. Yeppa yé!
I primi sono i Casino Royale, che seguo sin dai tempi di Sempre più vicini e che ho sempre ammirato per la costante tendenza a mutare e seprimentare nuove vie. Tsé, alla faccia di Giuliano Palma, che ascoltarlo dal vivo mi piace, ma se prendi un disco dei Bluebeaters non sei in grado di distinguerlo da un altro! Ho incontrato Alioscia e Patrick Benifei in occasione dell’uscita del loro nuovo album, Io e la mia ombra, che tra l’altro secondo me è spettacolare, e devo dire che si sono rivelati entrambi molto affabili e ne è nata una chiacchierata interessante. Nell’intervista si parla abbastanza anche di Milano, che putacaso è la mia città, e quindi l’argomento non può che starmi a cuore.
I secondi sono i Cypress Hill, che il 12 luglio hanno suonato all’Arena Civica assieme a Public Enemy e House of Pain (qui il mio report della serata). Ho parlato al telefono con Sen Dog che, oltre che fatto, mi è sembrato anche molto amichevole. E, tra un “youknowaddaimean” e l’altro, è stata un’altra interessante conversazione.
Chiudo l’elenco delle mie interviste da segnalare con un gruppo ancora poco conosciuto, ma che dal poco che ho sentito finora sembra piuttosto interessante. Si tratta dei Redrum Alone, duo di musica elettronica barese, che di recente ha rifatto Emilia Paranoica dei CCCP. Ci sono incappato perché avevo già intervistato uno di loro in quanto membro di un’altra interessante band pugliese, i Modaxì. E insomma dai, dateci un orecchio che magari non vi dispiaciono!
Interviù n.4
E proseguo con la segnalazione delle interviste più interessanti che mi capita di fare nell’ambito del mio mestiere di imbrattamonitor.
A questo giro finiscono nel calderone:
Subsonica: Da ragazzetto era uno dei miei gruppi preferiti e mi sono sparato una secchiata di loro concerti. Ora li ascolto meno, ma assistere alla “data zero” del loro tour in un localino nei Murazzi di Torino e incontrarli subito dopo per una cena-intervista è stato comunque un bel regalo al me di dieci-quindici anni fa.
Hauschka: Il tedesco Hauschka è uno dei pianisti più interessanti in circolazione: vederlo giocare col suo piano preparato tra palline da ping pong, tappi di plastica e pezzi di carta è un gran divertimento. E in più si è dimostrato una persona di una gentilezza squisita.
Dan Black: Alias il tipo inglese che cantava con i Planet Funk. Ci ho soltanto parlato al telefono, ma mi ha dato idea anche lui di essere un ragazzo gentile. E il suo primo disco da solista ((un)) è assai interessante.
I Blame Coco: Ovvero Coco Sumner, la figlia di Sting che ha seguito le orme del padre pubblicando ilsuo primo album, The Constant. E’ un po’ timida, quindi dall’intervista non è venuto fuori niente di eclatante, ma lei promette molto bene e credo che abbia apprezzato che non le sia stata rivolta nessuna domanda sul padre. Che poi tra l’altro ho già intervistato pure il fratellastro Jake Sumner, leader dei Fiction Plane (che tra l’altro è uguale a Sting di faccia e di voce, quindi probabile che si porterà sempre dietro il marchio di “figlio di”), per cui ormai sono un po’ di famiglia.
Interviù n.3
E insomma andando avanti a segnalare un po’ di interviste che mi sono divertito a fare nel corso della mia breve e confusa carriera, ripartirei dai partenopei 24 Grana, band che da ragazzino con album come Loop o Metaversus mi hanno sballato tantissimo, e che mi ha fatto piacere sentire (sebbene a distanza) per il loro ultimo disco, La stessa barca.
Passerei poi volentieri a Cesar Millan, esperto di addestramento canino nonché protagonista della trasmissione Dog Whisperer, perché se avete visto qualche brandello del suo programma è davvero un tipo particolare, e inoltre durante l’intervista è stato molto simpatico. E poi, che diamine, gli hanno dedicato una puntata di South Park in cui cerca di addestrare Cartman!
Concludo invece con il dottor Lorenzo Dalloca, perché mai nella mia vita avrei mai pensato di intervistare un esperto in sorrisi, e perché devo ammettere che è stato molto più interessante che incontrare tanti divetti o divucce che hanno poco da dire. E questo è quanto.
Interviù n.2
Torno per questo secondo capitolo di Inteviù con un’intervista fresca fresca, che ho realizzato in questi giorni a uno dei musicisti che più ho amato nel corso della mia gioventù e nei confronti del quale nutro ancora una cicciosa ammirazione. Ovverosia, Tricky, che ho chiamato per parlare del suo nuovo album Mixed Race mentre era negli uffici della sua etichetta franzosa.
Avevo sentito parlare di lui come un’artista che odia i giornalisti e che se ci fai una domanda sbagliata ti balza addosso e ti divora il naso, quindi anche se ci sentivamo per telefono ero comunque un po’ preoccupato. Invece, a sorpresa, si è rivelato una persona squisita. Bravo Tricky. Purtroppo, invece, la linea telefonica era disturbatissima quindi non è stato facile capire tutto quel che mi diceva. Ma in ogni caso, bella lì.
Già che ci sono, come non tirare in ballo l’interviù coi miei amichetti Pocket Chestnut, le castagne tascabili che fanno rock’n'roll da cameretta e che hanno tanto talento da poterci fare la polenta, e quella a Jean-Paul Maunick, alias Bluey, leader degli Incognito, che mi è sembrata una persona che ama davvero fare musica e trasmettere questo sentimento agli altri. Snif. Mi sono commosso. ;_;
Interviù
Uno degli aspetti più interessanti del mio lavoro sono le interviste, perché ti consentono di incontrare persone particolari e di fare due chiacchiere con personaggi che di solito ti sembrano così lontani e astratti, e invece sono come tutti quanti molto umani, in un’accezione né positiva né negativa del termine. Quindunque, ho deciso di segnalare, di tanto in tanto, alcune interviste che mi han fatto particolarmente piacere, per un motivo e per l’altro.
Comincerei con un’intervista recente, ovvero quella che ho fatto per telefono a Skye dei Morcheeba, un gruppo che quando ero ragazzino mi garbava assai. Poi, andrei indietro nel tempo a recuperare quella ormai vecchiotta a Terry Gilliam (anche se in quel caso era una round table con altri cinque o sei giornalisti), uno dei registi che più mi incuriosiscono, sul cui modo di concepire il cinema ho anche fatto la mia tesi di laurea. E già che ci sono, passerei anche per quella fatta a Luca “Zulù” Persico dei 99 Posse, che in quell’occasione si è dimostrato molto disponibile e loquace (puntualizzo che il titolo non l’ho scelto io…
). Detto ciò, man mano che ne farò di nuove o me ne verrano in mente di altre, le posterò nel mio bleurg.
Yeppa yé!





Commenti recenti