Post archiviati sotto 'Progetti Inconcludenti'

Progetti Inconcludenti: MonStar System

Tempo fa avevo postato qui, nella categoria Progetti Inconcludenti, i disegni di alcuni mostriciattoli. Forse, è arrivato il momento di raccontare la loro triste storia.

I quattro dovevano entrare a far parte di un progetto intitolato MonStar System, ovvero un blog di gossip, la cui particolarità era costituita dall’essere scritto da una serie di mostricini, ovvero quelli di cui sopra. Ognuno, dotato di una propria personalità e fissazione, avrebbe quindi affrontato le news in maniera differente. Il tutto avrebbe dovuto far ridere, più o meno.

Ma presentiamo i nostri quattro baldi sgorbi:

Hungry Monster: come dice il suo stesso nome, è sempre affamato, per cui per lui i Vip sono interessanti più che altro in quanto commestibili. Ha un debole per le star grassocce ed è contento del fatto che Christina Aguilera stia mettendo su chili.

Happy Monster: è un cuor contento e vede tutti quanti – anche i Vip più meschini – sotto una buona luce. L’unico personaggio dello spettacolo che non può sopportare è Liam Gallagher.

Greedy Monster: ingordo di $ e di £, è interessato dallo showbiz perché ci girano un sacco di euri. Per questo, i suoi Vip preferiti sono quelli che guadagnano una sfracassata di quattrini.

Evil Monster: questo dovrebbe già risultare familiare a chi conosce Cotton Soup. Che dire, EM è essenzialmente sadico e malvagio e il suo sogno sarebbe torturare e sventrare i divi del cinema, della musica e del pettegolezzo. E come biasimarlo, del resto?

Insomma, questo blog doveva fornire un approccio alternativo al mondo del gossip. Ma è diventato un Progetto Inconcludente perché: 1) richiedeva troppo sbattimento 2) richiedeva troppo tempo 3) tutto sommato, a me del gossip non frega una ceppa, e mi avrebbe obbligato a tenermi aggiornato su che mutande indossa oggi Paris Hilton.

In conclusione, ho deciso che no grazie. Ma se per caso mi rubaste l’idea, vi sarei grato se quantomeno mi spediste una cesta di marmellate fatte in casa, possibilmente senza botulino.

marzo 5, 2012 at 9:00 am Lascia un commento

Frammenti di un Progetto Inconcludente: Greedy Monster

Dopo il mostro affamato e quello contento, ecco quello avido, con cui si conclude la serie di schizzi realizzati per un Progetto Inconcludente che non vedrà mai la luce…

ottobre 12, 2011 at 8:08 pm Lascia un commento

Frammenti di un Progetto Inconcludente: the Hungry Monster

Pubblico un disegnino che è un rimasuglio di un Progetto Inconcludente a cui avevo pensato nei mesi passati, ma che ho accantonato ancor prima di essermici dedicato. Si chiama the Hungry Monster e ovviamente è piuttosto affamato. Dategli da mangiare, per favore…

agosto 18, 2011 at 3:55 pm 2 commenti

Cronache del Bar di passaggio

Il primo di una serie di racconti che probabilmente non saranno mai scritti…

Episodio 1 – Benzina sul fuoco

Nicoletta Waterloo entra nel Bar di Passaggio mentre sto amando con tutto lo stomaco il mio quarto bicchiere di Cognac.
Tecnicamente, non lo so ancora che si chiama Nicoletta, né tantomeno Waterloo, ma prima o poi lo verrò a sapere, quindi è inutile fare i pignoli. Comunque, onde evitare polemiche, per il momento la chiamerò semplicemente la Forestiera, per quanto ciò possa essere fuorviante visto che in questo posto non ci è nato nessuno e che fino a poco fa qui non c’era un cazzo di niente, quindi tutti quanti sono in qualche misura dei forestieri.
Comunque, dicevo… la Forestiera entra nel Bar di Passaggio e io dopo tutte queste precisazioni ho ormai finito di amare con tutto lo stomaco il mio quarto bicchiere di Cognac – o meglio, di surrogato di Cognac – e poiché sono rimasto senz’alcol sono tornato di cattivo umore e avrei quasi voglia di non raccontare più di Nicoletta… volevo dire, della Forestiera, del Bar di Passaggio e della reazione che ha Adrian Pitko non appena la vede varcare la soglia e avvicinarsi al bancone. Qualcosa di molto simile a quando ti si arrampica una lucertola spinosa su per il culo, o almeno è questo che l’espressione di stupore sul volto di Adrian, il barista, lascerebbe supporre.
“Ho bisogno di un telefono” esordisce la ragazza senza nemmeno presentarsi, come se già tutti quanti sapessimo che lei è Nicoletta Waterloo e diavolo, non è il caso di perdersi in convenevoli perché ho davvero bisogno di un telefono.
Solo ora che è più vicina, sia io che Adrian ci accorgiamo che c’è qualcosa di strano, nel suo aspetto. Il suo volto è sporco di nero, mentre i lunghi capelli scuri sono come… bruciacchiati. Non tanto, giusto un poco sulle punte, ma comunque in maniera sufficiente a farti pensare a un succulento pollo arrosto. (continua…)

novembre 29, 2010 at 11:06 am 2 commenti

Progetti Inconcludenti: Tutte stronzate

Dopo un certo periodo di latitanza, ecco che me ne ritorno col racconto di un Progetto Inconcludente davvero di breve durata. Sto parlando, ebbene sì, del blog Tutte stronzate, che avrei dovuto tenere col mio amicone Pantaleone Albertazzi.

Tutto ebbe inizio perché siccome ci avevo dei progetti su web con altri miei amichetti come Zotik o Cementino, Pantaleone mi venne a dire, gelosone che non è altro: “Ehi sentiumpo’, ma perché con loro sì e con me no?”. Al che, decidemmo di dare vita a qualche minchiata online assieme, e ci venne in mente di creare questo blog di informazione farlocca, in cui dare notizie di politica e attualità assurde e campate per aria.

Come nome del blog optammo per un eloquente Tutte stronzate, mentre come nickname per la nostra attività fuffogiornalistica scegliemmo Renato Ravioli per Pantaleone, ovvero il nome che usava di solito per prenotare a ristorante, e per rimanere in tema Lamberto Lasagna per me.

Aprii il blog, impostai tutto quanto e scrissi il primo post farlocco, qualcosa che in qualche maniera che non ricordo aveva a che fare con Napolitano e con le pecore. Ecco. Quello fu l’unico post che fu mai scritto su Tutte stronzate.

Pantaleone, come già peraltro era avvenuto col Covo degli Sbronzi, in cui l‘unico articolo apparso a suo nome per A pub’s life è (rivelazione!) un falso, non scrisse mai una ceppa. Io di mio non ero poi così motivato ad andare avanti e così terminò, in un breve batter di ciglia, la storia di Tutte stronzate.

ottobre 17, 2010 at 7:55 pm Lascia un commento

Progetti Inconcludenti: Mondo Zombi

Mondo Zombi è il titolo di una sitcom che ho (almeno in parte) scritto l’anno scorso… o erano due? XX, aiutami a ricordare con la tua memoria supersonica!
Chiaro, perché mica me la potevo far mancare una sitcom, no? Ho scritto tre paginette di scheda personaggi e di sinossi degli epiosodi (12) e per intero le sceneggiature dei primi quattro episodi, che non sembra ma è già un bel lavoraccio.

L’idea per MZ (il cui working title iniziale era Zombi esplosivi, perché mi faceva ridere l’idea degli zombi che esplodono. Ovvio, no?) mi è venuta guardando Planet Terror di Rodriguez, e così ho deciso di buttare giù questa serie tv che avesse delle atmosfere horror da b-movie anni ’70, ma fosse in tutto e per tutto – nella struttura e nelle gag – una sitcom umoristica. La trama è piuttosto semplice: in un futuro prossimo in cui la terra è invasa dagli zombi, cinque personaggi che non si conoscono tra loro (a parte un’eccezione) si rifugiano in una villetta di campagna e si barricano dentro. Dato che il giardino della villa si riempe presto di zombi, sono costretti ad avviare una convivenza forzata, con tutte le conseguenze (buffe) del caso.

I personaggi erano i seguenti: un divo tedesco degli action movie, in realtà fifone ed effemminato; una cacciatrice di zombi in shorts e canotta; una scienziata interessata unicamente ai suoi esperimenti; un uomo all’apparenza normale, ma in realtà mezzo-zombi perché una volta ha limonato con una zombi; un ometto piccolo e insopportabile. Gli zombi, così da evitare problemi di effetti speciali, non si vedono mai nel corso della sitcom, ma manifestano per lo più la loro presenza con suoni gutturali.

Adesso, non sto a raccontarvi per filo e per segno quel che succede in Mondo Zombi, ma in ogni caso sappiate che è ora un Progetto Inconcludente a tutti gli effetti, nel senso che ce l’ho lì da parte in un cassetto del mio computer, in attesa di capire cosa farne. Forse dovrei gettare i .doc nel camino e farmici un focherello di pixel…

marzo 10, 2010 at 10:39 am 15 commenti

Il ritorno dell’Enciclopedia Stronza

acciughix-logoNegli ultimi anni, l’Enciclopedia Stronza – mirabile opera d’ingegno in cui il sottoscritto e l’eminente Luca Ventimiglia abbiamo provato a infondere tutto il sapere nascosto o snobbato dalle enciclopedie mainstream – ha reso libere milioni di persone portando loro la vera Conoscenza, rivelando ad esempio la natura bellica dei Gamberetti Turbo da Assalto o smutandando il reale svolgimento della celeberrima Battaglia di Cuneo. Poi, stanchi per l’ingrato compito e per le continue pressioni da parte di governi e servizi segreti, preoccupati della portata destabilizzante dell’ES, abbiamo deciso di prenderci una pausa.
Una lunga pausa.

Ecco, lunga pressappoco così. Poi però, consci dell’importanza della nostra missione, abbiamo deciso di ricominciare. Ma siccome per stendere enciclopedie ci vogliono i picci, siamo ripartiti con un simpatico infomercial, di un prodotto che siamo sicuri voi tutti gradirete e – si spera – adotterete. Sto parlando del mirabolante Acciughix!

ottobre 9, 2009 at 10:35 am 3 commenti

Progetti Inconcludenti – Paciugo

Questa è la triste storia di un P.I. da me portato a termine, ma che poi non ha condotto a niente, quindi si può ritenere Inconcludente a tutti gli effetti.
Paciugo è il titolo del mio primo e unico racconto per ragazzi, bello lungo, sulla trenitna di pagine, che ho finito di scrivere e inviato ad alcune case editrici specializzate in fuffa per regazzini. Addirittura, aveva cominciato a illustrarlo Cementino, il mio compagnuccio ghèi del Covo degli Sbronzi (ma non preoccupatevi, la nostra è una relazione aperta, nella quale intervengono di volta in volta armadilli, biciclette, hezbollah, Hello Kitty, treppiedi e talvolta anche le nostre fidanzate). Potete vedere alcuni dei ghirigori in questione a fondo post.
Ahimé, non mi si cagò nessuna casaedperragazzi, tranne una dalla quale mi risposero (e ho molto apprezzato che anche solo mi rispondessero) che scrivevo abbastanza bene ma che avrei fatto bene a scrivere della realtà che mi circonda… insomma, era un velato invito a non lasciar troppo spazio alla fantasia, un po’ come dire a un tossico: “Lo sai qual è il tuo problema? Non ti devi fare…”. Quindi vabbé, il consiglio è rimasto inascoltato.
Non posso in effetti dare torto alla casaedperragazzi in questione, giacché Paciugo narrava la storia di Paciugo. Grazie al cazzo, direte voi. Ma aspettate, mica è tutto qui. Dovete infatti sapere che il Paciugo in questione era un essere metà kiwi e metà kiwi. Un kiwi intero, quindi? No! Perché Paciugo era metà kiwi-uccello e metà kiwi-frutto, che diamine!
E già qui, insomma… Comunque, nel prosieguo della storia Paciugo lasciava la sua casa per andare a recuperare i suoi fratellini (dei kiwi-frutti e basta), rapiti e portati in un supermercato. Qui incontrava la Patatigre, un essere metà tigre metà patata, degli omini mozzarella che adorano un’enorme Buddha di mozzarella e una scimmia cacciatrice.

Quindi vabbé, in effetti mi sono lasciato un po’ trasportare. Però è un peccato, ero abbastanza soddisfatto della storia, anche se era un po’ contorta. Troppo complicata per dei bambini, troppo scema per degli adulti. Insomma, né uccello né frutto, proprio come Paciugo.

Paciugo1

Paciugo2

settembre 16, 2009 at 7:28 pm Lascia un commento

Maledetti orsetti

Maledetti orsetti, quanto tempo dovrò ancora perdere a causa vostra?
(Progetto Inconcludente yet to be revealed)

orsetti

luglio 23, 2009 at 11:32 am 9 commenti

Progetti Inconcludenti: Fricchettoni

Nel corso del Capodanno passato (ma magari non è così, e nel caso mi si smentisca, che la mia memoria è sbarazzina), io e il buon XX decidemmo che il 2009 avrebbe segnato il ritorno dei cari, vecchi fricchettoni. Quelli degli anni ’60 che si vestono a fiori e invocano pace e amore strafatti di psiconi, insomma.

Al che, ho pensato tra me e me che sarebbe stato oltremodo ganzo anticipare la tendenza, e così ho deciso di dare vita a un fumetto intitolato Fricchettoni, che avesse come protagonisti – lo potete immaginare – proprio i cari, vecchi fricchettoni di cui sopra. Nella mia idea, i fricc in questione erano dei ragazzi di uno sperduto paesino dell’Umbria (o magari del Molise), in cui le tendenze arrivano con svariati decenni di ritardo. All’alba del 2009, quindi, nel suddetto paesino sarebbero quindi comparsi i primi figli dei fiori, che sarebbero immediatamente stati cacciati dal paese dagli incazzosi anziani del luogo. Vagando per l’Italia e per il mondo, i cinque fricchettoni protagonisti avrebbero risolto casi di odio, guerra e violenza in maniera assolutamente ingenua, cantando canzoncine pacifiste e predicando l’amore universale.

Insomma, roba molto fricchettona, no? Invece, ahimè, i miei cari fricc sono rimasti a livello di pura idea, perché in breve mi sono smaronato di loro e sono passato ad altro. Da qualche parte su un blocco ho giusto qualche schizzo in cui provavo a delineare i personaggi principali (ovviamente a culo, perché come voi ben sapete, io disegno malissimo).
Così, niente, aspetto ancora che da qualche parte in Italia o nel mondo il movimento fricchettone riprenda vigore, in modo da smentirmi e soprattutto da diffondere la pace nel mondo riempiendo di fiori i cannoni (sic).

p.s.: se non avete mai visto il cartone animato di Yellow Submarine, dalmine!, vedetelo: vi risveglierete un po’ più fricchettoni di prima.

luglio 14, 2009 at 10:06 am 2 commenti

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Non ho mica capito chi…


Marco Agustoni a.k.a. Agu a.k.a. Apu a.k.a. Golosino a.k.a. Lazy Boy a.k.a. altra roba. Giornalista freelance per Sky.it e Outune.net, copywriter freelance per Milano Design Studio (MTV). E via dicendo.

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