Arturo van Helsing vs il Troll Panettiere – Cap.4

E pochi centimetri qui sotto, forse anche meno, trovate il quarto capitolo di Arturo van Helsing vs il Troll Panettiere, raccontino che ci stiamo rimbalzando a mo’ di ping pong io e Alessio Marta. Chi scrive un capitolo, chi l’altro? Un mistero degno di Jessica Fletcher

Giù in strada il troll stava mettendo a soqquadro l’intero quartiere. Era in chiaro stato confusionale, tanto che non riusciva neppure a concentrarsi sull’obbiettivo della sua ira, in quel momento focalizzata su un idrante rosso nuovo fiammante. Continuava a colpirlo con forza inaudita, forse perché quel colore tendeva a farlo imbestialire o forse perché i suoi occhi non erano in grado di distinguere il verde dal rosso. Fatto sta che la corazza di ghisa si era deformata e l’acqua stava iniziando a zampillare incontrollata. Intorno al bestione verde si era creato il vuoto, i piccoli esseri umani erano quasi tutti fuggiti. Gli unici a essere rimasti sul posto, anche se si tenevano a debita distanza (cioè il più lontano possibile), erano due agenti di polizia: Carlo e Diego. Ingenuamente pensavano che la chiamata fosse uno scherzo giocatogli dalla centralinista, ma era loro dovere andare a controllare. Non si sarebbero mai aspettati di trovare una furia verde armata di un maxi-mattarello che menava qualunque cosa gli si trovasse a tiro.
«Questo è il mio primo giorno!» continuava a mugugnare Carlo, nascosto dietro la portiera della volante.
«Tranquillo, il Commissario ha già provveduto a chiamare un esperto.» Il collega anziano cercava di mantenere un tono di voce rilassato e calmo, ma non gli stava riuscendo nel modo più assoluto e aggiunse: «Noi siamo poliziotti per l’amor di Dio! Non è compito nostro occuparci di cose simili.»
«Gruaurrr!!» urlava il troll isterico, che nel frattempo aveva sradicato l’idrante e si era bagnato dalla testa ai piedi. Se c’era una cosa che odiava più di un grembiule sporco, era l’acqua, sopratutto quando gli si appiccicava addosso raggrumando la farina. Ma ad essere sinceri nemmeno i poliziotti gli piacevano un granché, così iniziò a correre nella loro direzione con il mattarello pronto a colpire. Le sue urla erano spaventose e Carlo iniziò a pregare mentre tutta la sua vita gli passava davanti come un film poliziesco di serie B.

Arturo van Helsing vs il Troll panettiere – Capitolo 2

Come da titolo… che ve lo ripeto a fare?

“Sgrooarg!”, pensò il troll. E anche “Grooonk!” e “Graouaar!”. La rabbia gli impediva di ragionare lucidamente, altrimenti gli sarebbe venuto in mente qualcosa più tipo “Aaarghraahrg”.
Ma non si trattava solo della rabbia: erano anche quegli omuncoli che schizzavano da tutte le parti urlando, che lo mandavano in confusione. Per cercare di ottenere un po’ di silenzio, li colpiva con violenza con il mattarello ancora sporco di pasta fresca, ma niente, quelli continuavano a gridare anche dopo che li aveva fatti stramazzare al suolo, e così lui era costretto a colpirli ancora e ancora. Fino a che non stavano zitti.
E dire che quella giornata era anche cominciata bene. Con una pagnotta perfetta. Gli venivano bene, le pagnotte, soprattutto quelle un po’ grosse e non troppo rifinite, tipo il pane di Altamura. Con quelle sue manone grandi come portiere di automobile, riusciva a impastare che era un piacere. E anche stendere la pasta con il mattarello gli veniva bene.
Ma quando si trattava di lavorare prodotti un po’ più piccini, allora cominciavano i problemi. Finiva che ci metteva sempre un po’ troppa forza, e allora quelli si rovinavano.
Stavolta si era trattato di un muffin.
Uno stupido muffin che appena sfornato aveva voluto togliere dallo stampo, per vedere come era venuto, solo che era così piccolo che gli si era sbriciolato tra le dita, spruzzando marmellata all’albicocca incandescente sul suo grembiule. E se c’era una cosa che il troll odiava, era avere il grembiule sporco.
Accecato da una furia improvvisa, aveva tirato la catena che lo teneva imprigionato con una furia tale da sradicarla dalla parete. Poi aveva cominciato a rotearla sopra la sua testa e l’aveva calata con violenza sul cranio del suo custode. Non contento, aveva afferrato l’omino rantolante, lo aveva impastato con acqua e farina di Kamut e poi aveva fatto su il tutto a forma di pagnotta. E lo aveva infornato.
Le guardie erano accorse quasi subito, il che lo aveva fatto imbestialire ancora di più. Ma non era stato difficile liberarsene. Da lì ad abbattere la grata metallica delle segrete e poi uscire all’aria aperta, il passo era stato breve.
Solo quando il troll si era trovato in mezzo alla strada, aveva realizzato il suo errore. Tutto quel frastuono – le grida, i clacson, i cani – lo aveva fatto andare in confusione. E con la confusione era ricominciata la violenza.
Con ancora in mano il mattarello da panettiere che si era portato dietro dalla sua fuga, il troll aveva dato il via al massacro.

Arturo van Helsing vs il Troll panettiere

Dopo il primo episodio, con il buon vecchio Alessio Marta ci siamo divertiti a scrivere un’altra mini avventura di quel mattacchione dell’ispettore van Helsing… tutto come sempre in freestyle, tutto come sempre per divertimento, tutto come sempre perché no, dopotutto?

Il capitolo iniziale lo trovate qui, nascosto dietro Alessio Marta perché è un po’ timido.

Ebook gratis: Cronache del Bar di Passaggio

Cronache del Bar di PassaggioDopo averlo pubblicato qui sul blogghetto, metto a disposizione l’ebook gratuito di Cronache del Bar di passaggio, che potete scaricare in formato .epub oppure .mobi, portarlo sempre con voi, costruirvici una vita assieme e se lo ritenete opportuno anche farci dei bambini.

Si tratta di una sorta di racconto lungo a episodi, alquanto scanzonato e senza grande impegno. Vi piace? Vi schifa? Sentitevi liberi di commentare!

Io e il mio Tucano – Recensioni da Google Play

io_e_il_mio_tucano L’altra settimana ho riportato un po’ di recensioni prese da Google Play relative al mio primo romanzo, Come un dinosauro in un bicchier d’acqua. A sto giro farò la stessa cosa con la raccolta di racconti Io e il mio Tucano, che con i suoi 6700 download da Play e i 360 dal blog (tutti aggratis, non vi agitate!) è finora il mio ebook più scaricato.

Per cominciare a fare un bilancio, ci sono 124 + su Google relativi al libro, che è stato votato da 419 persone. La media è di 3.1 su 5, inficiata come sempre su Play dai voti negativi dei tizi che non si capacitano di come Google possa richiedere il numero della carta di credito anche per gli ebook in free download (“E A PAGAMENTO! Mi ha chiesto la carta di credito (poste pay) e continua a scalarmi soldi se lo avete acquistato non apritelo“). Nel complesso, mi posso dire piuttosto soddisfatto.

Arrivando ai commenti, ce ne sono parecchi, per lo più positivi ma ovviamente anche alcuni negativi. I primi si focalizzano sulla fantasia dei racconti (“Fantastico Nel senso di una fantasia incredibile, divertente e appassionante“), i secondi sulla volgarità di alcuni di essi (…scarso, volgare). Curiosamente, alcuni lettori hanno attribuito vedono nella raccolta una rappresentazione della realtà sociale (“Questo libro dà uno sguardo alla nostra società cogliendone aspetti nascosti (ma anche no) tramite l’ironia.”) che io in tutta onestà non avevo mai sospettato. Ma mi fido di loro. Riporto di seguito alcuni commenti che ho trovato interessanti, in un modo o nell’altro.

“Pura follia, trama surreale e senza senso, ma con un filo logico bestiale e che ti permette di entrare nel suo mondo. Da leggere!”

“A tratti volgare, tuttavia strappa un po di sorrisi. Bravo”

“Spendido È molto istruttivo bello e addatto per bambini” (ndA: ???)

“Geniale Il vecchietto del racconto iniziale è un personaggio epico degno di Ammaniti! Sto ancora leggendo ma sembra veramente carino….per i soliti ” è gratis e allora la carta di credito? ” vi dico solo che avete rotto le p…le! È gratis punto!” (ndA: standing ovation!)

“Che bruuttoooo”

“Perfetto da leggere in metro”

Eccellente lettura! Spaesato,senza sapere cosa leggere in un ozioso pomeriggio a Creta,mi sono trovato immerso in mondi e situazioni in immaginevolmenteincredibili. Stra-consigliato.”

“Ironico, irriverente, folle e geniale, ricorda sia nello stile che nei contenuti Stefano Benni. Complimenti all’autore.”

“Fantastichissimisimo super divertente e figo” (ndA: sì, anch’io ti voglio bene, chiunque tu sia)

Arturo van Helsing ebook

Il baldo Alessio Marta ha provveduto a ebookizzare Arturo van Helsing vs il Cubo Gelatinoso, il racconto che ci siamo divertiti a scrivere insieme e che abbiamo pubblicato tra il mio e il suo blog nelle settimane passate.

Lo trovate su Google Play oppure qui per il download diretto!

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